#PUC
FATTO o malfatto?
Proviamo a discuterne insieme.
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Gavoi futura intende rendere il Piano Urbanistico Comunale (PUC) leggibile e comprensibile a tutti, rivisitarne le scelte e gli indirizzi, con la PARTECIPAZIONE di tutti i cittadini, e utilizzarlo come strumento guida per realizzare uno SVILUPPO realmente SOSTENIBILE.
È una nostra priorità utilizzare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente e limitare l’uso del territorio a iniziative imprenditoriali che siano sostenibili dal punto di vista paesaggistico, ambientale e sociale.
“Il PUC sarà l’elemento discriminante tra le due liste elettorali”, si legge sui giornali nella presentazione delle liste elettorali di tanti Comuni della Sardegna; anche a Gavoi sarà determinante ed e perciò opportuno parlarne, perché -nonostante i proclami e le autocelebrazioni dell’Amministrazione uscente -poche persone hanno avuto occasione di conoscerlo e valutarlo attentamente, soprattutto negli effetti che produrrà per i prossimi anni.
Il Piano PUC, come spesso ribadito, è lo strumento fondamentale di pianificazione e gestione delle risorse per i prossimi anni; in data 20-02-2020 è stato adottato definitivamente dal Consiglio Comunale e, a seguito di pubblicazione nel Buras, è entrato in vigore dal 02-04-2020.
Proponiamo le seguenti riflessioni per una valutazione serena anche dei candidati dell’altra lista e della popolazione.
1) La precedente Amministrazione Porcu, nell’ultima riunione di Consiglio Comunale nell’aprile del 2015, aveva presentato e illustrato in un dibattito pubblico, dopo 27 anni di lavoro, il PUC in stesura pressoché definitiva, rimandandone l’adozione per motivi di opportunità alla Amministrazione successiva. Il PUC presentato era stato ritenuto dai partecipanti un progetto di sviluppo ambizioso, di grande respiro, soprattutto per il ruolo che veniva riconosciuto al Lago, alle sue potenzialità (turistiche e ricettive), considerato in prospettiva futura uno degli elementi attrattori di grande sviluppo per l’economia del paese; venivano indicati interessanti progetti come strumenti di nuove possibilità di crescita. Il “Progetto Lago” diventava uno degli assi portanti delle scelte del PUC per la Comunità di Gavoi e per l’intero territorio.
2) In due anni l’attuale Amministrazione ha “smantellato” l’impostazione precedente, frutto di lunghe discussioni pubbliche e di confronto a vari livelli, proponendo una visione alternativa dello sviluppo di Gavoi basata su una inadeguata concezione del principio di “Consumo zero del suolo” e ha modificato profondamente le precedenti finalità e filosofia di Piano, cancellando di fatto iniziative e proposte in atto da anni. Tale scelta, di rilievo fondamentale per il paese, andava sicuramente verificata e, eventualmente, condivisa in un serio processo di partecipazione e condivisione. Il confronto è stato rifiutato ed osteggiato in ogni maniera.
3) Del PUC attuale va salvata la grande ricchezza di analisi, conoscenze, elaborati tecnici del gruppo di Professionisti incaricati, anche se manca qualche carta fondamentale (la Carta dei Rischi); vanno invece rivisitati gli indirizzi e le scelte amministrative, fatti senza alcun confronto pubblico dagli Amministratori attuali.
Evidenziamo in sintesi alcune problematiche principali ed irrisolte da proporre alla discussione:
- Sulla zona A (Centro Storico) non è cambiato nulla: non è stata data alcuna risposta alle numerose richieste evidenziate in questi anni per il Centro Storico ed il Piano Particolareggiato è rimasto, ancora una volta, nel dimenticatoio;
- Sulla zona B (di Completamento) non è cambiato nulla: si rimanda ancora una volta ad un Piano Particolareggiato di circa 25 anni fa, inadeguato, superato dal reale edificato e non corrispondente alle esigenze attuali;
- Sulle Zone C (di Espansione) le poche modifiche fatte porranno (e pongono già) gravi problemi di effettiva attuazione;
- La zona PIP non ha avuto nel PUC alcuna attenzione: nessuna analisi o proposte su prospettive di sviluppo, di infrastrutturazione, di collegamenti alternativi, di possibilità di espansione intercomunale;
- Sulla zona del Lago è stata “imposta” una scelta di “imbalsamazione totale”, con il blocco assoluto di ogni iniziativa di miglioramento delle strutture alberghiere esistenti, con la cancellazione del grande “Progetto Lago” del precedente PUC (Parco Fluviale, Via dei Laghi, etc.) e con la bocciatura di ogni iniziativa di grande interesse proposta (“Centro Benessere”); sono rimasti in piedi volumi e iniziative irrealizzabili o fantasma, come un “Progetto in costruzione di 7.000 mc.– chi l’ha visto?- della C.M. n. 9, ormai abolita da anni. Sia chiaro a tutti: con questo PUC per i prossimi dieci anni non possono costruire un solo mq. o un solo mc. per un salto qualitativo le seguenti strutture:
- Agriturismo El Fuego, Hotel Taloro, Hotel Sa Valasa, Hotel Gusana, Campeggio Comunale, Teatro all’aperto, Villaggio Sportivo, Cento nautico, Area attrezzata camper service, etc.
Per tutti è prescritto (testualmente):
"Non è previsto alcun tipo di ampliamento planivolumetrico”. (Art. 22 NTA)
CONSIDERAZIONE-RIFLESSIONE: da decenni a Gavoi le varie Amministrazioni Comunali hanno fatto, dopo ampi dibattiti e discussioni pubbliche, la scelta saggia di evitare le doppie-case o le ville private in fascia lago, privilegiando eventuali interventi di strutture innovative e di servizio, con forte richiamo attrattivo per il paese e per il lago; la scelta attuale, di chiusura totale della zona Lago, non poteva essere presa da poche persone, senza un ampio confronto pubblico e senza avere ampiamente coinvolto sia i Cittadini che gli Operatori del settore. Le Linee Guida dalla Regione sui PUC, ampiamente citate nel PUC stesso, ma inattuate nei fatti, ribadiscono ad ogni passo come “La partecipazione Pubblica…. deve essere strumento di costante confronto con la comunità cui il PUC si rivolge”; “la partecipazione e la condivisione” sono determinanti nell’ottica “di uno sviluppo realmente sostenibile”: a tale scopo vanno “coinvolti ... non solo i singoli cittadini (pubblico), ma anche le “specifiche associazioni e categorie di settore”. Gli Operatori del Lago sono stati consultati su scelte cosi drastiche?
- Nelle zone agricole (ZONE E) non si coglie nel PUC alcuna correlazione logica tra scelte-prescrizioni del Piano e lo sviluppo che si intende programmare per le campagne; le zone agricole, suddivise in un numero incredibile di sub-zone, presentano diversità di scelte e proposte, ingiustificate, tra fondi confinanti e talvolta anche all’interno dello stesso fondo.
- Altre osservazioni si possono fare sul sistema mobilita-viabilità’, dove non si propone alcuna analisi territoriale e indicazioni di linee preferenziali di collegamento da perseguire; altre osservazioni fondamentali sulla politica territoriale di coordinamento (copianificazione) con i Comuni Confinanti : nessuna attività in 5 anni di coinvolgimento-coordinamento con i Comuni circostanti per una politica territoriale di scelte unitarie sui grandi obiettivi sovraccomunali da perseguire (Progetto dei tre Laghi, Parchi intercomunali, percorsi archeologici-culturali da valorizzare, Sistema dei Servizi Territoriali, sistema di mobilita ’-viabilità’ alternativi, etc). Su Progetti di grande interesse sovraccomunale e copianificazione in 5 anni non è stata convocata una riunione – peraltro obbligatoria nella redazione del PUC– con i Comuni circostanti: non risulta nessuna convocazione, incontro o contatto con Amministratori circostanti (Provincia, Lodine, Ollolai, Ovodda, Fonni, Mamoiada), Enti qualificati con competenza programmatoria e gestionale del territorio, etc. dopo il 01-08-2014: l’attuale Amministrazione non ha curato nessun rapporto successivo, salvo qualche immotivata polemica con un Comune confinante.
Su questi e altri importanti temi avremmo voluto confrontarci PRIMA dell’approvazione del PUC, non dopo, con necessità di doverlo rivisitare dopo qualche mese investendo nuove risorse; non è corretta l’idea dell’attuale Amministrazione per cui il PUC si può modificare a seconda delle scelte del momento: il PUC non è dell’amministrazione in carica, ma è della popolazione intera in quanto strumento e progetto di crescita del paese, anche delle future generazioni.
Invitiamo al confronto costruttivo, senza chiusure inutili, nell’interesse della Comunità, per un Piano realmente partecipato e condiviso.




